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Il trattamento con Erlotinib seguito da Cisplatino e Gemcitabina è inferiore rispetto al trattamento standard nei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule in fase avanzata

Erlotinib ( Tarceva ), un inibitore EGFR, ha mostrato di prolungare la sopravvivenza nei pazienti non-selezionati con tumore al polmone non a piccole cellule in fase avanzata, non-eleggibili per un ulteriore trattamento chemioterapico.

Lo studio di fase III, TORCH, ha valutato la non-inferiorità in termini di sopravvivenza di Erlotinib come prima linea seguito, alla progressione della malattia, dalla terapia di combinazione Cisplatino e Gemcitabina, rispetto alla sequenza inversa standard.

Hanno preso parte allo studio 760 pazienti ( età mediana 62 anni ) con tumore del polmone non a piccole cellule allo stadio IIIB ( con versamento pleurico o interessamento dei linfonodi sovraclavicolari ) fino allo stadio IV, e performance status ECOG da 0 a 1.

Alla prima analisi ad interim, pianificata al raggiungimento della metà degli eventi, il limite di inferiorità è stato superato e l’Indipendent Data Monitoring Committee ha raccomandato la chiusura anticipata dello studio.

A giugno 2011, a un follow-up mediano di 24.3 mesi, erano stati registrati 536 decessi ( 263 nel braccio trattamento standard e 273 nel braccio sperimentale ).

La sopravvivenza mediana è risultata pari a 11.6 mesi nel braccio trattamento standard e di 8.7 mesi in quello di studio.

L'hazard ratio ( HR ), aggiustato, di mortalità nel braccio sperimentale è risultato pari a 1.24.

In conclusione, nei pazienti non-selezionati con cancro al polmone non a piccole cellule in fase avanzata, Erlotinib come prima linea, seguito, alla progressione della malattia tumorale, da Cisplatino e Gemcitabina è risultato significativamente inferiore in termini di sopravvivenza globale, rispetto alla sequenza standard di chemioterapia di prima linea seguita da Erlotinib. ( Xagena News )

Fonte: Journal of Clinical Oncology, 2012