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Carcinoma mammario allo stadio iniziale: protezione ovarica con Goserelin nelle donne in premenopausa sottoposte a chemioterapia adiuvante

L’insufficienza ovarica e l’infertilità successive ad un trattamento di chemioterapia per tumore mammario, costituiscono un problema rilevante per alcune giovani donne.

Le tecniche di raccolta degli oociti implicano un ritardo nell’inizio del trattamento, una stimolazione ormonale non auspicabile ed un tasso di successo relativamente basso.

Ricercatori spagnoli hanno riportato i dati sull’utilizzo di Goserelin ( Zoladex ), un agonista dell’ormone di rilascio dell’ormone luteinizzante, per l’ottenimento di una soppressione ovarica transitoria durante la chemioterapia con lo scopo di preservare la funzione ovarica.

Goserelin è stato somministrato a donne in premenopausa alla dose di 3,6 mg con iniezione sottocutanea ogni 28 giorni durante chemioterapia, iniziando 0-14 giorni prima del trattamento.

L’endpoint primario dello studio era il ripristino del ciclo mestruale.

I livelli sierici di ormone luteinizzante ( LH ), di ormone follicolo-stimolante ( FSH ) e di estradiolo sono stati misurati al ripristino del ciclo mestruale, o al primo anno di follow-up se l’amenorrea persisteva. Sono state registrate successive gravidanze.

Sono state valutate 51 donne. In tutte si è verificata amenorrea tranne in una.
Tutte hanno ricevuto una linea di chemioterapia contenente Antraciclina con una dose media di Ciclofosfamide di 3,9 g/m2.

Il 90% ( n=45 ) delle pazienti ha avuto un ripristino del ciclo mestruale entro il primo anno di follow-up, dopo un periodo medio di 5 mesi.
Le gravidanze registrate sono state 8 per 10 donne.

Lo studio ha mostrato che l’impiego di Goserelin in concomitanza con il regime di chemioterapia è associato ad un alto tasso di preservazione della funzione ovarica. ( Xagena )

Urruticoechea A et al, Breast Cancer Res Treat 2007; Epub ahead of print