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Tumori solidi resistenti alla chemioterapia: trattamento iniziale con Idralazina e Valproato

Le aberrazioni epigenetiche portano a fenomeni di resistenza alla chemioterapia, e dunque l’eliminazione di tali aberrazioni tramite inibitori della metilazione del DNA e delle deacetilasi istoniche potrebbe risolvere questi fenomeni di reistenza.

Ricercatori messicani hanno condotto uno studio a singolo braccio di fase II, che prevedeva l’aggiunta di Idralazina e Valproato di magnesio al protocollo di chemioterapia, al quale i pazienti erano già sottoposti.

I protocolli comprendevano Cisplatino, Carboplatino, Paclitaxel, Vinorelbina, Gemcitabina, Pemetrexed, Topotecan, Doxorubicina, Ciclofosfamide e Anastrozolo.

I pazienti hanno ricevuto Idralazina ( 182 mg per infusione rapida o 83 mg per infusione lenta ), gli acetilatori ed il Valproato di magnesio a 40 mg/kg iniziando una settimana prima della chemioterapia.

Diciassette pazienti sono risultati valutabili per la tossicità e 15 per la risposta.

I siti primari hanno incluso carcinoma della cervice ( 3 ), del seno ( 3 ), del polmone ( 1 ) e dell’ovaio ( 7 ).

Benefici clinici sono stati osservati in 12 ( 80% ) pazienti: 4 risposte parziali e 8 malattia stabile.

La tossicità più significativa è stata di tipo ematologico.

Sono state osservate una riduzione nella metilazione del DNA, nell’attività dell’istone deacetilasi e nella demetilazione del promotore.

Lo studio ha mostrato che i benefici clinici osservati in questa popolazione selezionata, costituita da pazienti già sottoposti a chemioterapia e nuovamente sottoposti allo stesso schema di chemioterapia dopo aver iniziato la terapia con Idralazina e Valproato, sono a sostegno dell’ipotesi che la chemioresistenza delle cellule tumorali sia legata a fenomeni di tipo epigenetico. ( Xagena )

Candelaria M et al, Ann Oncol 2007; 18: 1529-1538