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L’Acido Zoledronico nel trattamento delle metastasi ossee nei pazienti con carcinoma della prostata avanzato

Il 65-75% dei pazienti con carcinoma della prostata avanzato sviluppa metastasi ossee. Le complicanze delle metastasi ossee comprendono: dolore osseo, fratture patologiche, compressione del midollo spinale. Le fratture scheletriche nei pazienti con tumore della prostata sono associate ad una ridotta sopravvivenza. Uno studio condotto sul 643 pazienti con carcinoma della prostata avanzato ed almeno un sito di metastasi ossea, ha valutato l’efficacia dell’Acido Zoledronico ( Zometa ) , un nuovo bifosfonato. Dei 643 pazienti, 208 hanno completato lo studio della durata di 15 mesi e 186 di questi hanno preso parte ad una fase di estensione dello studio. Dopo 24 mesi , il 38% dei pazienti trattati con Acido Zoledronico ha presentato complicanze ossee , dette anche eventi correlati all’apparato scheletrico ( SRE ) , contro il 49% dei pazienti nel gruppo placebo ( p=0.028). Inoltre l’Acido Zoledronico ha ritardato il tempo alla prima complicanza ossea in di oltre 5 mesi ( 488 vs 321 giorni ; p=0.009) ed il tempo alla prima frattura patologica ( 0,77 vs 1,47 eventi/anno; p=0.005). L’Acido Zoledronico ha anche ridotto il dolore , valutato mediante la scala Brief Pain Inventory ( BPI ) per tutto il periodo dello studio. I principali effetti indesiderati prodotti dall’infusione endovenosa di Acido Zoledronico sono stati : effetti simil-influenzali ( febbre , artralgia, mialgia, dolore scheletrico ), senso di stanchezza, reazioni gastrointestinali, anemia , debolezza, tosse, dispnea ed edema. Poiché l’Acido Zoledronico , come gli altri bifosfonati, può dare origine ad insufficienza renale, il dosaggio non deve superare i 4 mg e la durata dell’infusione non deve essere inferiore ai 15 minuti. Negli studi clinici sono stati esclusi i pazienti con valori di creatinina plasmatica maggiori di 3 mg/dL. ( Xagena2003 ) Fonte AUA ’03 - Annual Meeting / American Urological Association (AUA)