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Zometa migliora la densità minerale ossea nelle pazienti con carcinoma mammario trattate con Letrozolo

L’Acido Zoledronico ( Zometa ), un bifosfonato somministrabile per via endovenosa, è in grado di inibire la perdita minerale ossea indotta dall’inibitore dell’aromatasi nelle donne in fase postmenopausale trattate con Letrozolo ( Femara ) come terapia adiuvante del carcinoma mammario.A 12 mesi è stato osservato un significativo incremento della densità minerale ossea per le pazienti con carcinoma mammario trattate con Femara e con Zometa, in fase precoce, rispetto alle pazienti trattate con Femara e tardivamente con Zometa.Diversi studi hanno mostrato che le donne con tumore alla mammella sottoposte a terapia ormonale adiuvante sono a rischio di perdita ossea.I nuovi dati ottenuti dallo studio Z-FAST ( Zometa-Femara Adjuvant Synergy Trial ) forniscono evidenza sull’efficacia di Zometa nel prevenire la perdita minerale ossea in queste pazienti.A 12 mesi, il gruppo di pazienti trattate da subito con Zometa ha mostrato un incremento medio della densità minerale ossea nella regione lombare dell’1.9% rispetto ad una diminuzione del 2.4% nel gruppo delle pazienti che avevano iniziato tardivamente il trattamento con Zometa ( p < 0.0001 ).Ciò ha rappresentato una differenza relativa del 4% nella densità minerale ossea della zona lombare, a favore del gruppo che ha iniziato presto il trattamento con Zometa.La densità minerale ossea totale dell’anca è risultata significativamente più elevata nel gruppo trattato da subito con Zometa, rispetto al gruppo che ha ritardato l’inizio della terapia.Nell’8% dei casi in trattamento posticipato, è stata riscontrata una diminuzione significativa della densità minerale ossea al follow-up di 12 mesi.Zometa è risultato, in generale, ben tollerato nelle pazienti con carcinoma non metastatico.Nel corso dello studio Z-FAST gli eventi avversi che si sono manifestati in più del 5% dei casisono stati: artralgia ( 30% nel gruppo in trattamento immediato versus 29% nel gruppo in trattamento ritardato), vampate di calore ( 25.3% versus 25.7% ), fatica ( 17.3% versus 15.3% ), mialgia ( 12.7% versus 9.7% ), dolore osseo ( 11.3% versus 4% ), cefalea ( 9% versus 7.3% ), nausea ( 8% versus 5.7% ), dolore alle estremità ( 8% versus 4.3% ), insonnia ( 7% versus 5.3% ), depressione ( 5.7% versus 9% ) e dolore alla schiena ( 6% versus 5.7% ).Lo studio Z-FAST è parte di un più ampio programma che comprende anche lo studio internazionale Zo-FAST .Lo studio Zo-FAST, che includerà più di 900 pazienti in 30 Paesi al di fuori degli Stati Uniti, prenderà in esame gli stessi endpoint primari e secondari dello studio Z-FAST.( Xagena2005 )Fonte: 41st Annual Meeting of the American Society of Clinical Oncology ( ASCO ), 2005