OncologiaNews.net


News

Carcinoma uroteliale metastatico: Erdafitinib, un inibitore di FGFR

Pi¨ del 40% dei pazienti con carcinoma uroteliale metastatico o non-resecabile ha risposto al trattamento con Erdafitinib, un inibitore del recettore del fattore di crescita dei fibroblasti ( FGFR ) in fase sperimentale.
E' quanto emerge da uno studio di fase II presentato al meeting ASCO 2018.
I recettori FGFR sono proteine che, se alterate, possono contribuire allo sviluppo dei tumori. Le alterazioni si presentano in circa il 20% dei pazienti con carcinoma uroteliale metastatico.

Complessivamente, 40 pazienti su 99 hanno risposto al trattamento con Erdafitinib. Altri 39 pazienti hanno stabilizzato la malattia.
Le risposte si sono presentate nei pazienti che non avevano una precedente esposizione alla chemioterapia, cosý come nei pazienti che erano progrediti o recidivati dopo il precedente trattamento.
I tassi di risposta sono stati simili nei pazienti con o senza metastasi viscerali.

Gli eventi avversi sono stati generalmente di basso grado, e pochi pazienti hanno interrotto il trattamento a causa delle reazioni avverse.

I pazienti con cancro uroteliale avanzato presentano storicamente risultati insoddisfacenti, e quelli che progrediscono dopo la terapia di prima linea hanno poche opzioni efficaci.
Gli agenti anti-PD-1 hanno migliorato il tasso di risposta oggettiva ( ORR ) e la sopravvivenza globale ( OS ), coem trattamento di seconda linea, ma molti pazienti non traggono beneficio dall'immunoterapia.
BLC2001 Ŕ uno studio di fase 2, in aperto e multicentrico, volto a valutare l'efficacia e la sicurezza di Erdafitinib nel trattamento dei pazienti adulti con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico, i cui tumori presentano determinate alterazioni FGFR.

Novantanove pazienti sono stati trattati con un dosaggio ottimizzato utilizzando un metodo di aumento della dose guidato dalla farmacodinamica: una dose iniziale di Erdafitinib pari a 8 mg al giorno, con la possibilitÓ di aumentare la dose a 9 mg al giorno in base ai livelli sierici di fosfato.

Il 12% dei pazienti era na´ve alla chemioterapia, l'89% dei pazienti aveva ricevuto una o pi¨ linee terapeutiche, il 43% dei pazienti aveva ricevuto due o pi¨ linee terapeutiche, e il 78% presentava metastasi viscerali.

╚ stato registrato un tasso di risposta complessivo del 40% ( criteri RECIST 1.1; 3% risposta completa, 37% risposta parziale ), una sopravvivenza media senza progressione di 5.5 mesi e una sopravvivenza media complessiva di 13.8 mesi.

Tra i pazienti che hanno presentato eventi avversi di grado 3, i pi¨ comuni sono stati stomatite ( 9% ) e diarrea ( 4% ).
Sette pazienti hanno dovuto interrompere lo studio a seguito degli eventi avversi prodotti dal trattamento.

Erdafitinib Ŕ un inibitore della tirosin-chinasi dei recettori pan-FGFR ( fattori di crescita dei fibroblasti ) con assunzione una volta al giorno per via orale.

I recettori FGFR sono una famiglia di recettori della tirosin-chinasi up-regolati in diversi tipi di cellule tumorali con possibile coinvolgimento nella proliferazione delle cellule tumorali, oltre che nell'angiogenesi e nella sopravvivenza delle cellule tumorali.

Erdafitinib ha ricevuto la Breakthrough Therapy Designation ( terapia fortemente innovativa ) dalla FDA ( Food and Drug Administration ) nel marzo 2018. ( Xagena News )

Fonte: ASCO ( American Society of Clinical Oncology ) Meeting, 2018