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Inibitori MEK: Trametinib migliora i tassi di sopravvivenza libera da progressione e di sopravvivenza globale nei pazienti con melanoma metastatico con mutazione BRAF V600E o V600K

Uno studio ha mostrato che l’inibitore MEK, Trametinib, ha migliorato i tassi di sopravvivenza libera da progressione e di sopravvivenza globale nei pazienti con melanoma metastatico con mutazione BRAF V600E o V600K, rispetto alla chemioterapia.

La metà dei pazienti con melanoma in forma avanzata presenta mutazioni attivanti della serin-treonin protein-chinasi B-RAF ( BRAF ).
La terapia con inibitori selettivi di BRAF ha mostrato di migliorare la sopravvivenza dei pazienti con melanoma metastatico e mutazione nel gene BRAF, rispetto alla chemioterapia, ma le risposte sono risultate spesso di breve durata.
In studi precedenti era emerso che l'inibizione MEK può essere utile in questa popolazione di pazienti.

In uno studio in aperto di fase 3, i ricercatori del METRIC Study Group hanno assegnato in modo casuale, 322 pazienti con melanoma metastatico che presentava mutazione BRAF V600E o V600K a Trametinib, un inibitore orale selettivo di MEK, oppure a chemioterapia, in un rapporto 2:1.

I pazienti hanno ricevuto Trametinib ( 2 mg per os una volta al giorno ) oppure Dacarbazina ( Deticene ) ( 1000 mg/m2 ) o Paclitaxel ( Taxol ) ( 175 mg/m2 ) per via endovenosa ogni 3 settimane.

Ai pazienti assegnati alla chemioterapia era concesso in caso di progressione della malattia di passare a Trametinib.

L’endpoint primario era rappresentato dalla sopravvivenza libera da progressione, mentre la sopravvivenza globale era un endpoint secondario.

La sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 4.8 mesi nel gruppo Trametinib e di 1.5 mesi nei pazienti nel gruppo chemioterapia ( hazard ratio per progressione o morte nel gruppo Trametinib, HR=0.45; p inferiore a 0.001 ).

Dopo 6 mesi, il tasso di sopravvivenza globale è risultato dell'81% nel gruppo Trametinib e del 67% in quello sottoposto a chemioterapia nonostante il crossover ( hazard ratio per la mortalità, HR=0.54; p=0.01 ).

I più comuni effetti indesiderati nel gruppo Trametinib sono stati: rash cutaneo, diarrea ed edema periferico, che sono stati gestiti con interruzione o riduzione della dose.
E’ stata riscontrata una bassa incidenza di riduzione asintomatica e reversibile della frazione di eiezione cardiaca ed effetti tossici oculari.

Non sono state osservate neoplasie cutanee secondarie. ( Xagena News )

Fonte: The New England Journal of Medicine, 2012